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Illustre Alessio Morosin,

Le scrivo in qualità di portavoce di numerose strutture ricettive turistico culturali sportive enogastronomiche dei Colli Euganei.

Negli ultimi dieci anni circa, nonostante si tratti di un decennio di crisi profonda, le attività dei Colli Euganei sono cresciute anno dopo anno grazie ai numerosi sforzi di imprenditori, medi e piccoli.

Sono stati fatti sacrifici ed investimenti per poter offrire in tutta l’area del Parco Naturale Regionale dei Colli Euganei un turismo sempre più di qualità, all’insegna del rispetto della natura ma anche dell’arte e cultura, dello sport.

Le strutture più grandi- 4 golf Club ( Golf Club Montecchia, Frassanelle, Galzignano Terme, tutti sotto un’unica società di gestione, più il golf di Valsanzibio) Musei e Ville Venete ( Villa dei Vescovi del Fai, Tenuta Frassanelle a Rovolon, la casa del Petrarca nel borgo di Arquà Petrarca, il Museo della navigazione a Battaglia Terme), il Giardino Monumentale di Valsanzibio- Villa Barbarigo, creato durante la Serenissima Repubblica per sconfiggere la peste del 1630 , uno dei più importanti al mondo e meglio conservati, castelli d’epoca (il Castello del Catajo, Castello di San Pelagio, Castello di Monselice e il Castello di Lispida), e ancora abbazie e monasteri, le compagnie di navigazione fluviale lungo il canale Battaglia,  tutti hanno fatto da volano ad un numero sempre crescente di turismo internazionale che a sua volta alimenta bar, ristoranti, agriturismi, cantine.

Nonostante anche il 2019 sia stato un anno difficile, si stava iniziando a vedere risultati soddisfacenti. Molte strutture avevano già un overbooking di gruppi e prenotazioni per i mesi di marzo e aprile 2020. E avevano iniziato a fare investimenti, migliorie, assunzioni.

Da qualche giorno la situazione di zona rossa si è estesa in tutta Italia. Posso purtroppo garantire che questi 15 giorni di informazione mediatica circa la presenza del primo focolaio a Vò e la morte del signor Trevisan, hanno già creato danni economici pesantissimi.

Marzo, aprile e maggio sono mesi preziosi per gli incassi, senza dei quali si farà fatica a restare a galla.

E solo 24 ore dopo la notizia del focolaio di Vò sono piovute massicce le disdette, da fine febbraio fino a maggio.

Anche volendo essere ottimisti, i turisti stranieri, conquistati in modo certosino, al momento hanno accantonato ogni possibilità di ritornare in questa zona in tempi brevi.

A nome delle strutture sopra citate ma anche di innumerevoli attività con partita Iva di ogni genere che del turismo dei Colli Euganei ne hanno fatto una professione (guide turistiche culturali, sportive, renting di bici elettriche, e molto altro) chiedo un aiuto vero.

Essere aiutati quest’anno può permettere di prendere fiato e ripartire con uno slancio se possibile ancora maggiore, con il desiderio di far conoscere queste zone non come le aree colpite dal Coronavirus, ma come una meta turistica all’insegna del benessere e della salute tra i più apprezzati al mondo. A poco più di mezz’ora da Venezia, limitrofa al bacino termale più grande d’Europa, a poca distanza delle città più belle del Veneto.

Supplichiamo: è indispensabile una tregua degli oneri, poi, come abbiamo sempre fatto ritorneremo ligi a fatturare e pagare quanto dovuto. Ma quest’anno dev’essere tenuto conto di questo dramma che è pesante come un terremoto o un’alluvione. 

Tra colleghi del settore abbiamo pensato ad alcune proposte che diventerebbero l’unica medicina per curare un’economia ridotta ai minimi termini.

Tutti noi e le svariate attività dei Colli Euganei danno la loro disponibilità ad arginare il virus e a rispettare il decreto emesso dal Presidente Conte, riteniamo indispensabili dall’altro lato misure che tengano conto della drammaticità del momento anche dal punto di vista economico.

Poiché il territorio è stato colpito duramente, chiediamo in primis:

 1.       Sospensione e cancellazione del pagamento di ogni tipo di tassa per il 2020.

2.       Sospensione di pagamenti all’erario rateali pregressi.

3.       Moratoria per chi sostiene dei mutui per le proprie attività e prima casa

4.       Sospensione del versamento contributi dei dipendenti.

5.       Interventi a sostegno di chi deve pagare gli affitti per i locali delle attività.

6.       Cassa integrazione applicata anche alle micro imprese e ai lavoratori autonomi (ad esempio le Guide).

7.       Sospensione della funzione di sostituto d’imposta (i soldi lasciamoli ai dipendenti e ai professionisti)

8.       NO BUROCRAZIA.    Adottare provvedimenti a basso impatto di burocrazia. L’amministrazione pubblica ha già le informazioni utili, o è in grado di acquisirle in modo autonomo e automatico;

9.       CREDITO DALLO STATO – Provvedimento straordinario calcolato nell’anno 2020, come segue:

Assegnare AUTOMATICAMENTE alle attività con partita IVA (società, professionisti, cooperative, associazioni con p.iva, ecc.) un CREDITO FISCALE, calcolato sulla differenza tra i dati del fatturato contenuti nella dichiarazione IVA dell’anno precedente e i dati corrispondenti di fatturato delle liquidazioni periodiche 2020, finché dura l’emergenza Coronavirus. I dati sono già disponibili all’Agenzia delle Entrate, in dettaglio mensile o trimestrale. Ciascun contribuente è in grado di verificare e aggiornare i propri dati tramite il proprio cassetto fiscale.

La differenza così calcolata rappresenta il valore a forfait del danno patito per la calamità Coronavirus (è da considerarsi danno, come già succede, ad esempio, nel caso delle alluvioni o dei terremoti, quando l’amministrazione pubblica eroga risarcimenti in parte o in tutto ai danneggiati).

Il CREDITO è spendibile, in una misura iniziale del 100%, via via decrescente mensilmente fino ad azzeramento:

–  per pagare le imposte,

–  per saldare i fornitori, le rate mutuo alle banche, gli stipendi, mediante trasferimento dei valori del CREDITO da un soggetto all’altro.

Il trasferimento del CREDITO avviene con una sorta di F24 “Coronavirus”, dal cassetto fiscale.

Il CREDITO, accumulato nel 2020, è spendibile in 3 anni (20-21-22).

Ciascun soggetto che riceverà una quota parte di CREDITO potrà a sua volta spenderlo verso altri soggetti o farselo anticipare dalle banche.

Si crea un effetto moltiplicatore finanziario a sostegno dei costi immediati non più coperti dal flusso di fatturato ridottosi per gli effetti del Coronavirus e delle conseguenti ripercussioni, consentendo di sostenere anche le spese successive, per non rischiare comunque di far chiudere attività economiche nei mesi successivi. L’importo a CREDITO andrebbe ad esaurimento mano a mano che l’economia riprende a creare valore e quindi a generare imponibilità fiscale. Le imposte saranno pagate col CREDITO fino a esaurimento dello stesso.

I privati che hanno ricevuto lo stipendio pagato col CREDITO potranno a loro volta spendere il valore (1) o farselo anticipare dalle banche.

Il provvedimento ha l’obiettivo di caricare gli oneri sullo Stato per un breve periodo, creando però benefici duraturi fin da subito, evitando il collasso nei mesi successivi.

 (1) la procedura per il bonus insegnanti è un esempio di applicazione del Credito di stato a favore dei privati.

Non appena la situazione sanitaria si riporterà alla normalità, sarà indispensabile un aiuto economico in termini di marketing, per divulgare l’immagine della rinascita dei Colli Euganei.

Ma questo sarà in un secondo momento.

La ringrazio immensamente a nome di tutti per quanto potrà fare. 

Mi creda, in 25 anni di attività nell’area padovana, mai si è verificata una situazione di crisi così difficile.

La ringrazio ancora per l’attenzione e confido con speranza nel suo aiuto.

Alessandra Cicogna