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CHI È ALESSIO MOROSIN

Alessio Morosin nasce nella sua amata Noale, Venezia il 20 giugno 1955.
Avvocato del Foro di Venezia, cassazionista, è anche politico Veneto.
La passione che ha per il diritto la trasmette tutta nella vita politica, con studi e interventi specifici e incisivi.
La determinazione e la grinta di certo non gli mancano.
Sempre sorridente, con la cravatta gialla che lo contraddistingue; a incontrarlo per strada, è diverso dal resto degli avvocati così sempre arrabbiati e nervosi.
Lui dritto fino all’obiettivo, sangue freddo e nervi saldi.
Con il diritto penale trova la sua forza, nelle aule di giustizia riesce a farsi valere mettendoci passione e competenza.

Si è laureato in Giurisprudenza nella prestigiosa Università degli Studi di Padova nel 1981 e da lì è iniziata la sua scalata.

Garbatamente allegro per quanto “autodeterminato (come Veneto)”, non chiamatelo venetista. Nel libro Veneto Anno Zero, Renzo Mazzaro gli ha dedicato un intervento al capitolo 7, “In sella al cavallo venetista” (pagine 204 e seguenti). Scopri il libro

Da sempre appassionato di movimenti indipendentisti, fin da giovane frequenta la Spagna, conosce il fuoco che muove gli indipendentisti catalani e da allora ha un sogno da portare nel suo amato Veneto: l’indipendenza. Indipendenza e indipendenza.

Far vivere ai Veneti quel profumo di libertà e quella voglia di democrazia che pacificamente coltivata non può contenere ostacoli invalicabili.
È stanco di vedere il Popolo Veneto soffrire.

Nel 1996 è in Québec ad assistere al referendum sull’Indipendenza. Poi va a incontrare gli indipendentisti del Sud Sudan. Quindi è nelle Fiandre con gli indipendentisti locali e poi in Scozia nel 2014.

Infine ha portato il tema dell’Indipendenza anche davanti alla Corte Costituzionale il 28 aprile 2015: GUARDA IL VIDEO e prima ancora nel 2001 sempre davanti alla Corte Costituzionale ove ottenne la dichiarazione di incostituzionalità dell’articolo 271 del codice penale, “eliminato” dalla Consulta con sentenza n. 243 del 12 luglio 2001.

Nella sua abitazione ha un pennone con issato il Leone di San Marco e nel suo studio accanto alla bandiera Veneta, c’è quella Europea, per l’Italia non c’è posto.

Il “Tricolore” italiano non c’è.

È stato anche codifensore nel processo bis ai Serenissimi, un gruppo di persone che la notte fra l’8 ed il 9 maggio 1997, nel nome della disciolta Repubblica di Venezia, occupò piazza San Marco e il campanile della basilica issando sulla cella campanaria la bandiera di Venezia. (Dal campanile al cielo. Sogni, lotte, processi e vittorie dei serenissimi (1997-2011)
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Per quel processo alla fine vennero assolti in Cassazione con sentenza della VI sezione penale n. 26151 del 16 marzo 2011 (depositata il 5 luglio 2011) tre membri del gruppo (Gilberto Buson, Cristian Contin e Flavio Contin) dalle accuse più gravi di costituzione di banda armata e di associazione sovversiva per finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico, in quanto l’organizzazione, che pur perseguiva un programma eversivo ipotizzando atti di violenza, fu ritenuta strutturalmente inidonea a raggiungere lo scopo per mancanza di strumenti.

Vita politica
Nella vita politica entra a far parte della Liga Veneta nei primi anni Novanta.
Nel 1995 / 2000 ricopre la carica di Consigliere regionale del Veneto.
Fin da subito si batte per far valere il diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto.
Pur trovandosi all’opposizione ha scritto, presentato e fatto votare la Risoluzione n. 42/1998 sul diritto di autodeterminazione.
Una risoluzione, che venne approvata a maggioranza del Consiglio il 22 aprile 1998, dal titolo: “I popoli di ieri e di oggi e il diritto di autodeterminazione”, che prevede “il riconoscimento in capo al Popolo Veneto della sua specifica e storica sovranità con il diritto di autodeterminazione”.

E’ stato l’unico su 226 consiglieri ad aver rinunciato al diritto al vitalizio che gli spettava per legge fin dal 2009, tanto che finisce anche nel libro Orgoglio e Vitalizio, alle pagine 95 e 95 e Mario Giordano gli dedica un articolo. Scopri il libro

Nell’ottobre 1998 lascia la Lega per dar vita alle Liga Veneta Repubblica (LVR), insieme a Fabrizio Comencini e altri quattro consiglieri regionali allo scopo di meglio perseguire il diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto.
Nel 2004, quando il segretario LVR Ettore Beggiato e la maggioranza dei membri del partito passano al progetto Nord-Est (PNE), Morosin viene eletto presidente della Liga Veneta Repubblica, un incarico che mantiene fino al 2007.
Successivamente, nel 2008, osserva con grande interesse la nascita del Partito Nazionale Veneto (PNV) e successivamente nel 2010, con questi amici fonda la nuova formazione denominata Veneto Stato.
Nel maggio 2012 fonda il Movimento denominato Indipendenza Veneta e, poiché rifiuta ogni incarico, viene eletto presidente onorario del nuovo partito.

Dopo essere diventato il leader indiscusso di Indipendenza Veneta all’inizio del 2014, in previsione delle elezioni regionali del 2015, coinvolge Lucio Chiavegato e Fabio Padovan nella competizione e viene designato quale candidato presidente del Veneto, ottenendo 56 mila voti.

Pubblicazioni:
È autore del libro “Autodeterminazione”, pubblicato anche in versione e-book, in italiano e in inglese col titolo “Self Determination”
Scopri il libro

È coautore nel libro – intervista “Dal campanile al cielo”, edito il Cerchio Iniziative Editoriali, anno 2013.

È appena uscito il suo nuovo libro #DEMOCRAZIA edito da Cleup dell’Università di Padova, già presentato in anteprima alla Libreria Feltrinelli di Padova il 19 febbraio 2020 dal Prof Mario Bertolissi docente di Diritto Costituzionale all’Ateneo patavino.
Ibs
La Feltrinelli

Di sé dice.
“Sono caparbio fino allo sfinimento. Metto tanta passione nelle cose in cui credo”.
Le sue frasi preferite:
“Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso” Nelson Mandela